Lutto nella Chiesa friulana

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Lunedì 6 gennaio si è spento Mons. Francesco Frezza, che la nostra parrocchia ricorda con particolare affetto, oltre che come Canonico Onorario del Capitolo Metropolitano, anche come rettore della Chiesa di San Giacomo dove ha svolto un prezioso ed infaticabile servizio a partire dal 2002 fino a quando le forze glielo hanno consentito.

I funerali, presieduti dall’Arcivescovo, si sono svolti giovedì 9 gennaio alle ore 15.00 nel Duomo di Tarcento.

 

Il Suo ministero sacerdotale  QUI

RICORDANDO MONS. FRANCESCO FREZZA

 

Era il giorno dell’Epifania quando Mons. Francesco Frezza (per gli amici pre’ Chechìn) ci ha lasciati, dopo alcuni anni trascorsi nella Casa di Fraternità Sacerdotale, amorevolmente assistito.

L’Epifania è la Solennità della manifestazione, della rivelazione di Gesù, Figlio di Dio, a tutti i popoli. È una coincidenza felice, perché è stata proprio questa la sua vocazione: annunciare a tutti il Messia e manifestare a tutti la bontà e la misericordia di Dio.

Io lo conoscevo fin dai primi anni del mio sacerdozio e negli incontri diocesani ammiravo i suoi interventi per il suo equilibrio, la sua saggezza e la sua preparazione teologica. L’ho conosciuto più da vicino quando ci siamo incontrati in questa parrocchia di S. Maria Annunziata, per il suo ministero nella chiesa di S. Giacomo. Siamo entrati subito in sintonia. Ciò che ci ha subito posti in sintonia è stata la fraternità sacerdotale, la stima reciproca ed il desiderio di lavorare nella vigna del Signore, mettendo a disposizione la nostra vita. Dedicava molto tempo alle persone sia in chiesa per le confessioni che in casa canonica per la direzione spirituale, la preparazione dei fidanzati al matrimonio o dei genitori al battesimo dei figli. Tutti potevano suonare il campanello e lo trovavano sempre disponibile. Sotto questo aspetto è stato ammirevole. Può darsi che qualcuno abbia anche approfittato della sua bontà, ma questo è nel conto delle persone che non hanno malizia perché sono semplici. La sua predicazione era molto improntata alla catechesi, volendo illustrare con chiarezza e competenza le verità della fede. Ciò che faceva con una convinzione incrollabile. Era un sacerdote che amava la chiesa, come un segno del Regno di Dio presente sulla terra. In questa chiesa ha collaborato con passione, senza riserve, nell’obbedienza al Papa e al Vescovo. Donava certezze di fede con la parola e con l’esempio. Non credo sia stato facile il passaggio dalla chiesa preconciliare a quella conciliare. Eppure egli vi si è adattato, ha accolto i cambiamenti e le riforme volute dal concilio Vaticano II° con serenità e convinzione. Chi è capace di questa conversione? Solo chi ama la chiesa e intuisce che al suo interno opera lo Spirito Santo. Chi studia e si informa, capisce. Chi resta inchiodato al passato, guarda nostalgicamente indietro non ha fiducia né il coraggio di camminare verso il futuro. Mons. Francesco badava alla sostanza della fede, nutriva la speranza ed esercitava la carità, studiava e si confrontava con gli altri.

Così io l’ho conosciuto e apprezzato. E ringrazio il Signore.

I funerali si sono svolti a Tarcento, giovedì scorso, con grande concorso di popolo proveniente dal suo paese natio di Nimis e dalla stessa sua parrocchia che aveva servito per 36 anni, prima di venire a svolgere il suo apostolato nella chiesa di S. Giacomo. Si era dedicato con grande zelo in particolare durante il terremoto del 76’ e negli anni successivi per la ricostruzione o il restauro di diverse chiese. Le fatiche di quegli anni sono conosciute in profondità soltanto da chi le ha vissute sulla propria pelle, impegnandosi in prima persona per esortare e incoraggiare la gente, per conservare le opere d’arte e le chiese, per trovare finanziamenti anche al di fuori dell’Italia. Era presente ai funerali anche una rappresentanza della nostra parrocchia. Noi l’abbiamo ricordato sempre in questi giorni nella S. Messa e nel S. Rosario. Oggi, domenica 12 gennaio, offriamo la S. Messa in suo suffragio. Il Signore che ha amato e servito nella chiesa gli doni la visione beatifica.

A nome di quanti hanno beneficiato di questa preziosa presenza sacerdotale nella nostra parrocchia, gli dico “grazie pre Checo”.                                                                                                                                                                                            Mons. Luciano Nobile

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