• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
Tel. centralino: +39 0432 505302
Cattedrale di Udine
  • Home
  • Chi siamo
    • Arcivescovo di Udine
    • L’Arciprete
    • Il Capitolo Metropolitano
  • Sedi e Orari
    • Sedi e Orari Cattedrale
    • Sedi e Orari S. Giacomo
    • Sedi e Orari S. Pietro
    • Sedi e Orari S. Cristoforo
    • Ufficio Parrocchiale
  • Pastorale
    • Liturgia
    • Catechesi
    • Carità
    • Pastorale dei Sordi
    • Comunicazioni Sociali
  • Museo e Cultura
    • Il Beato Bertrando
    • Bertrando Principe, Vescovo e Santo
  • Messa online
  • Contatti
  • Archivi
    • Archivio News
    • Archivio Foglietti
    • Archivio Eventi
      • Calendario Eventi
      • Lista Eventi
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Archivio Notizie 2019-2020

4^ Domenica di Quaresima

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura

Dal primo libro di Samuele

1Sam 16,1b.4.6-7.10-13

In quei giorni, il Signore disse a Samuele: «Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato. Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Dal Sal 22 (23)

R. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia. R.
Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. R.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.R.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. R.

Seconda Lettura

Ef 5,8-14

Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto in segreto da [coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà».

Parola di Dio

Acclamazione al Vangelo

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita. (Cfr. Gv 8,12)

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 9, 1.6-9.13-17.34-38

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

Parola del Signore

 

L’ECO DELLA PAROLA

Quando si è ciechi (Gv. 9,1- 41)

4^ Domenica di Quaresima 1Quella di oggi è una delle pagine più dense del Vangelo di S. Giovanni. Rendendo la vista a colui che era cieco dalla nascita, Gesù si manifesta come la luce che illumina ogni uomo, ma senza imporsi. La fede è un cammino personale e libero.

Grazie a Gesù, quell’uomo non è più costretto a mendicare, riprende il suo cammino, ritrova la sua dignità, scopre il volto delle persone, la bellezza del mondo e la voglia di vivere. Ed anche mente, occhi e cuore si illuminano in un orizzonte più grande: ora sa di chi può fidarsi e qual è il suo destino.

Nel racconto ci sono due linee: la linea ascendente, dal buio verso una luce sempre più ampia e la linea discendente: dalla luce alla cecità, all’indurimento del cuore, fino a negare l’evidenza, fino alla violenza.

Gli atteggiamenti e lo slancio di colui che era cieco: (dal buio alla luce)

– obbedienza. Gesù vede il cieco, si ferma, gli mette il fango sugli occhi e gli dice: va’ a lavarti. “Egli andò, si lavò e tornò che ci vedeva” Questo atto di fede, di fiducia piena, di obbedienza al Signore Gesù è il punto di partenza della rinascita.

– sincerità. Quando il cieco guarito sente dire dai farisei che Gesù non veniva da Dio, ma era un peccatore. Avrebbe potuto rispondere con opportunismo: “Io non so chi sia, non mi interessa, mi basta aver riacquistato la vista”. Invece con grande coraggio proclama: «Per me è un profeta». È un atto di onestà intellettuale, di schiettezza.

– non teme il giudizio altrui. La cattiveria dei farisei diventa disprezzo: «Tu sei suo discepolo. Noi siamo discepoli di Mosè. E lo cacciarono fuori». Egli sopporta insulti e subisce una sorta di persecuzione per la propria fede.

– la proclamazione profonda della fede è il momento più alto della vicenda di colui che era cieco: «Egli disse: “Io credo, Signore!” E si prostrò dinanzi a Lui»

I percorsi contrari: (dalla luce alla cecità e all’indurimento del cuore)

– i vicini. Alcuni dicevano: “È lui quello che era cieco”; altri: ”No, ma gli assomiglia”. Egli però diceva: “Sono io!”. Sono coloro che vedono, che fanno finta di non sapere perché non vogliono avere noie.

– i parenti, che vedono e non vedono, sono sempre un po’ nella nebbia, non hanno il coraggio di esprimersi, preferiscono vivere nella propria tranquillità: “Come ora ci veda non lo sappiamo e neppure chi gli abbia aperto gli occhi. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé.”

– gli avversari, che, fin dall’inizio, negano l’evidenza: «Noi sappiamo che l’uomo che ti ha guarito è un peccatore…Come ti ha aperto gli occhi?» E l’uomo guarito: “Ve l’ho già detto e non mi avete ascoltato. Volete diventare anche voi suoi discepoli?” …E lo cacciarono fuori. Non avendo più argomenti, i farisei passano alla violenza, la ragione del più forte.

4^ Domenica di Quaresima 2Anche per noi è difficile credere quando si fa buio, quando ci ritroviamo smarriti nelle prove della vita e gridiamo come Pietro nel lago in tempesta: “Maestro, non t’importa che siamo perduti?”( Mc. 4, 38). Il Signore sa tutto e non vuole il nostro male. Ci manda il buon Samaritano. E’ l’esperienza di questi giorni tristissimi. I medici, gli infermieri, gli uomini e le donne del soccorso, della sicurezza, delle istituzioni, sono migliori di quanto pensavamo…. La mano dell’infermiera è premurosa verso la persona sola e smarrita come una madre, una moglie, una figlia… il suo sguardo è lo sguardo di Dio. E noi vediamo quanto grande è il cielo, quanto sono belli i fiori della primavera e quanto importanti le piccole cose di ogni giorno! La pandemia ci fa aprire gli occhi sul positivo, sulla bellezza del mondo, ci fa riscoprire il volto del Padre e delle persone nelle quali possiamo confidare.

“Signore, dov’è tristezza, fa che io porti la gioia,

dove sono le tenebre, fa che io porti la luce!” (san Francesco) 

                                                                                                                                 Mons. Giulio Gherbezza

21 Marzo 2020
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi attraverso Mail
https://www.cattedraleudine.it/wp-content/uploads/2024/04/la-domenica.jpg 284 500 Cattedrale di Udine https://www.cattedraleudine.it/wp-content/uploads/2024/05/cropped-logo_Cattedrale-Udine_150x150-300x300.png Cattedrale di Udine2020-03-21 17:50:132024-04-30 15:30:474^ Domenica di Quaresima
  • XXV Domenica del T.O.19 Settembre 2026 - 11:51
  • Online le schede d’iscrizione al Catechismo 2026-20275 Settembre 2026 - 10:00
  • Duomo di Udine
    Avvisi SS. Messe e Confessioni4 Settembre 2026 - 6:04
Search Search

Seguici su Facebook

Diocesi di Udine
Pastorale giovanile
Vaticano
Vaticano News
Chiesa Cattolica Italiana - Bibbia EDU
Avvenire
8xMille

Parrocchia di S. Maria Annunziata

nella Chiesa Metropolitana
Piazza del Duomo
33100 Udine (UD)

SEGRETERIA PARROCCHIALE

Via A. di Prampero, 6
33100 Udine (UD)
Aperta dal lunedì al venerdì
dalle ore 10:00 alle ore 12:00
Tel. centralino: +39 0432 505302
Email (entro 24h): info@cattedraleudine.it
C.F.: 80010240309

DOVE SIAMO

© Copyright - Cattedrale di Udine - 2025 Progetto a cura di Jacopo Salemi
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Archivio News
  • Contatti
  • Privacy Policy & Cookies
Collegamento a: Messaggio dell’Arcivescovo al Popolo di Dio Collegamento a: Messaggio dell’Arcivescovo al Popolo di Dio Messaggio dell’Arcivescovo al Popolo di Dio Collegamento a: Aggiornamento in materia Covid-19 Collegamento a: Aggiornamento in materia Covid-19 Aggiornamento in materia Covid-19
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto