Quinta Domenica del Tempo Ordinario
MERCOLEDI’ 11 FEBBRAIO 2026
GIORNATA MONDIALE DELL’AMMALATO
Cari fedeli,
la Giornata dell’ammalato che celebriamo in questa settimana ci invita a meditare sulla parabola del “Buon samaritano” che davanti al dolore non resta freddo e distaccato ma si muove a compassione e neppure si accontenta di un passeggero moto del cuore, non fugge davanti alla persona ferita. Anzi si ferma, la tocca e la accompagna. È la figura di Cristo stesso che si è preso sulle sue spalle tutte le fragilità del mondo. Per noi è un esempio. Siamo troppo tutti di fretta, non abbiamo mai tempo, non ci accorgiamo della necessità che gli altri hanno della nostra vicinanza fino a quando non abbiamo noi bisogno dell’amore degli altri. Allora sì, siamo pronti ad incolpare tutti: i vicini di casa, le strutture, la chiesa e chi dovrebbe provvedere. Le sofferenze sono molte: fisiche, psichiche, morali, spirituali. Il campo nel quale spargere il seme della compassione è molto vasto. La compassione si manifesta con le parole, coi fatti, con la vicinanza, con la carezza. Anche questi sono segni dell’amore di Dio che conforta. Non è solo filantropia ma partecipazione all’amore di Cristo. C’è un segno che porta la grazia sacramentale della redenzione, l’unzione dei malati, che guarisce dalla paura e unisce a Cristo crocifisso. Non basta curare nel tempo ma occorre anche coltivare l’amore all’incontro con Cristo nell’ Eucaristia che ci è stata donata per il cammino verso la vita eterna. Nonostante il benessere di cui godiamo nelle nostre famiglie, serpeggia in mezzo a noi il malessere della solitudine. I fatti recenti e anche a noi vicini, sono abbastanza eloquenti per suscitare delle considerazioni personali e comunitarie.
Alla fine del mese di settembre abbiamo fatto l’esperienza della cosiddetta simpatica “pastorale dei campanelli”. Alcuni sacerdoti, io compreso, abbiamo suonato tutti i campanelli delle abitazioni della parrocchia. Solo una parte delle famiglie ha aperto la porta. Ed ha segnalato la presenza di anziani o malati. Ognuno è libero e nessuno è costretto e nessuno pretende di entrare nella altrui casa. Certamente gli orari di lavoro, gli impegni fuori casa e altri motivi non hanno permesso l’accoglienza anche dove si trovano malati ed anziani. La paura ha vinto. Però si pensa davvero che un anziano non desideri la visita del prete? Forse i figli dovrebbero farsi questa domanda. Non è sufficiente la badante, pur necessaria per una adeguata assistenza. C’è una sete del cuore che solo Dio può spegnere. Dico tutto questo per far sapere che i sacerdoti ed alcuni laici sono disponibili a visitare gli anziani ed i malati che non possono uscire di casa. È nostro dovere, anzi nostra missione. Per cui non disturbate se chiedete una visita in famiglia. L’appello è stato rivolto anche nel giorno di Natale ma con pochi risultati. Non scandalizziamoci e non meravigliamoci allora se la gente muore in solitudine. Ma mettiamoci nel numero di coloro che ancora sanno pensare.
Un cordiale saluto a tutti. Il Parroco don Luciano.
MEMORIA DELLA B.V. DI LOURDES
Ore 16.00 in Cattedrale: l’Arcivescovo presiede la S. Messa per i malati e le associazioni di volontariato.


