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XIII Domenica del T.O.

In ponte di pîts O torni in paîs.

Ritorno al mio paese in punta di piedi. Cari fedeli, mi piace comunicare ciò che vivo in questi giorni per coinvolgere anche voi nella gioia, giacché siamo in famiglia ed in famiglia si mantengono relazioni cordiali e si condividono momenti belli e preoccupazioni. Comunicare è un momento di felicità per me e scrivere a voi che leggete, per me è riposo.

Su questo foglio domenicale “L’angelo di S. Maria di castello” ho cercato di comunicare con voi 690 volte. È stato ed è per me un modo di dialogare con le persone, uno strumento di evangelizzazione silenziosa ma, spero, efficace per quanti di domenica in domenica lo hanno ritirato e letto, portato a casa anche perché altri lo potessero prendere in mano.

Sono nato in una famiglia già numerosa il 5 agosto 1942 a Basiliano. Son partito a 11 anni per il Seminario di Castellerio e son tornato in paese regolarmente per le vacanze di Natale, di Pasqua e quelle estive, durante i lunghi 13 anni di formazione.

Ho trascorso la vita pastorale sempre in Friuli per il ministero che i vari vescovi mi ha affidato: S. Paolo in Udine, Rivignano, Mortegliano, Pavia di Udine, S. Quirino in Udine, Seminario di Castellerio, Cattedrale di Udine. Sono tappe della vita che mi hanno dato l’occasione di crescere, di progettare, di fare esperienze, di conoscere nuove persone e anche di soffrire per ogni trasferimento. È una ginnastica mentale e del cuore che mantiene allenati e liberi, rende attenti, crea qualche incidente di percorso, procura qualche caduta ma poi ci si rimette in sella e si continua a camminare con maggiore forza di prima.

Al mio paese sono sempre tornato, certamente per salutare i miei parenti, di tanto in tanto, ma anche per condividere i momenti di festa: S. Marco, S. Cuore di Maria (Perdon de Madone), Sant’Andrea apostolo. È stato ed è sempre un piacere trovarsi, salutarsi, stringersi la mano e comunicarsi notizie.

Amo il mio paese perché le persone che mi hanno voluto bene, hanno pregato per me e mi hanno accompagnato lungo il cammino della vita e stimato, anche oltre i miei meriti. Questa comunità cristiana mi ha donato qualcosa di grande ed inestimabile: il Battesimo, la Comunione Eucaristica, la Cresima, cioè la ricchezza dei sacramenti della iniziazione cristiana. Sono stato ordinato sacerdote in cattedrale il 29 giugno 1966, Solennità dei SS. Pietro e Paolo, e ho celebrato la prima S. Messa il 3 luglio a Basiliano, con una partecipazione davvero corale. Tutto il paese era presente e in festa.

Quando celebro la Messa a Basiliano, vedo i chierichetti in sagrestia e me, bambino, a servire all’altare con i miei coetanei. E chiedo ai bambini: Come ti chiami? Chi è tuo nonno o nonna? E da lì risalgo alla famiglia. Ma tante volte non è così perché persone nuove sono venute ad abitare in paese e mi fa piacere sapere che si integrano e frequentano la comunità cristiana. Questa domenica vado a celebrare la Messa nel 60° anniversario di Ordinazione sacerdotale. Sono grato al parroco don Gabriel che mi ha invitato, anche perché son stato suo Rettore in Seminario e l’ho accolto e accompagnato per sei anni di formazione. Vado a ringraziare i miei famigliari e tutti i parenti ed amici. Entro anche in cimitero perché là riposano le spoglie di tante persone cui debbo riconoscenza. A Messa ci saranno anche loro, sono certo. La liturgia della terra è in comunione con la liturgia perenne del cielo dove i beati, tra i quali anche i nostri cari defunti, godono della visione di Dio, mentre noi camminiamo nella speranza. Cielo e terra si incontrano, l’eternità entra nel tempo. È uno spaccato di eternità dove anche noi ci sentiamo concittadini dei santi. Tutti insieme ringraziamo il Signore con Cristo che perpetua la sua presenza in mezzo a noi, nella forza dello Spirito santo.

Un cordiale saluto a tutti e grazie per la vostra preghiera.

Don Luciano, parroco.