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Diescit Religio…

Carissimi fedeli,

è una bella festa quella cui ci prepariamo. È la festa dei Santi Ermacora e Fortunato che sono i nostri Patroni da sempre.

È una festa solenne.

I Primi Vesperi cantati della vigilia ci introducono gioiosamente in cattedrale, in processione, preceduti dalle croci delle Pievi storiche tra le quali anche la nostra di S. Maria di castello. L’arcivescovo, i preti, i canonici, i diaconi si incamminano verso la cattedrale partendo dall’Oratorio della Purità. La Cappella Musicale inizia a cantare “Plebs fidelis Hermachorae”. Siamo ancora il popolo fedele di Ermacora, primo vescovo di Aquileia, il quale con Fortunato ha promosso l’evangelizzazione delle nostre terre nel IV secolo d.C. Noi godiamo della loro fede vissuta e testimoniata fino al sangue.

È una festa di popolo.

Infatti entrando in chiesa vediamo una folla che prega e risponde alle intercessioni: Te, Domine, celebramus” (Ti lodiamo, o Signore) e poi “Tu illum adjuva”. Il Signore aiuti chi? Il Papa, i Vescovi  ecc…

Ma ancora più emerge la festa popolare quando nl giorno della Solennità, il 12 luglio, la S. Messa cantata delle 10.30 raccoglie la gente della città, le autorità civili e militari della Regione FVG e del Comune, tutte le associazioni con i loro gagliardetti, vessilli, labari ecc… Non è semplice folklore. Sono contento di avere preso, tanti anni fa, questa iniziativa di invitare tutte le associazioni del territorio comunale a mostrare il loro volto. Dietro un simbolo si nasconde e si rivela un gruppo di persone che vivono qualcosa che arricchisce la società, favoriscono la vita comunitaria, condividono un cammino e trasmettono alcuni valori alle nuove generazioni. L’Arcivescovo tiene una opportuna omelia illuminando con la luce della fede il momento presente e, alla fine, esce sul sagrato della chiesa per invocare la benedizione del Signore sulle famiglie, sugli ospedali  e le case di riposo, sulle realtà lavorative e di volontariato, su quanti si impegnano per il bene di tutti. Quindi il Sindaco porge un saluto cordiale alla cittadinanza.

È una festa di fede

È vero che molti si lamentano per le notti che il nostro tempo sta vivendo, ma non è con la lamentela che i tempi cambiano. Siamo noi che diamo senso al tempo e alla storia che viviamo. Il premio SS. Ermacora e Fortunato “Cuore solidale” è un piccolo e potente messaggio in controtendenza.

S. Francesco che ricordiamo nell’ottavo secolo della sua morte ci aiuta nella preghiera: Signore, dove c’è odio che io porti l’amore, dove c’è…

È questo che Ermacora e Fortunato hanno testimoniato in tempi altrettanto difficili annunciando il vangelo. San Luigi Scrosoppi, che abbiamo recentemente festeggiato nel XXV della sua canonizzazione, ha dedicato la vita alla carità verso i più bisognosi e continua ancora la sua opera tramite le Suore della Provvidenza. Non dimentichiamo il Beato Bertrando, le cui reliquie conserviamo nella nostra cattedrale, è ricordato come il patriarca della carità, come viene descritto in un pannello esposto nel nostro museo a lui dedicato. Certamente non hanno cambiato il mondo ma hanno fatto storia e fanno storia ancora oggi tutti coloro che cresciuti nella fede la testimoniano nella carità. Questa si esprime in mille modi ed è un segno dell’amore di Dio in mezzo a noi, del regno di Dio che attraversa tutti i tempi fecondando ed illuminando la storia. Il fiume dell’amore nasce da Dio, scorre nella storia, alcuni rivoli scendono nelle profondità della terra e riappaiono come piccole sorgenti di acqua fresca che dissetano, rallegrano, cantano saltellando di sasso in sasso, purificando quanto incontrano, donando vita a terre riarse dove nascono vere oasi di pace, di perdono, di bontà gratuita. Sono i nostri santi che fanno sì che “con la loro opera, nella notte, spunti e cresca il giorno della fede nel popolo”. Spunta il giorno, è l’alba, è l’aurora di un nuovo giorno che “soffre le doglie del parto”. La pienezza del giorno è sempre all’orizzonte. Solo Dio sa quando sarà il giorno pieno. Ma ci sarà. Sarà luminoso anche per la fiamma forse fioca e debole della nostra fede in Cristo, luce del mondo, testimoniata nella carità.

                                                Un cordiale saluto a tutte le famiglie e buona festa dei Santi Patroni

                                                                              Mons. Luciano Nobile, parroco