VIVERE QUESTO TEMPO NELLA GIOIA
Carissimi fedeli,
dopo il tempo estivo si apre davanti a noi un nuovo anno pastorale che vogliamo vivere intensamente guidati da Gesù che è il nostro maestro. Ci mettiamo nuovamente in cammino con maggiore alacrità, riprendendo le attività parrocchiali sulle grandi strade della formazione alla vita cristiana: la catechesi, la liturgia, la carità.
La catechesi.
Abbiamo bisogno di metterci in ascolto della Parola di Dio. Ed allora ci sono in Parrocchia degli incontri, per i fanciulli, i ragazzi e i giovani. Si parla tanto di emergenza educativa. Certamente. La parrocchia offre delle possibilità di incontro per formare la coscienza alla luce della Parola di Dio. Ma non solo per i giovani. Anche noi adulti abbiamo bisogno continuamente di immergerci nella parola del Signore per essere illuminati nelle nostre scelte, irrobustiti nella fede, sorretti dalla speranza e animati dalla carità nelle nostre famiglie, nel mondo del lavoro, nella scuola ed in tutti gli stati di vita. Anche gli anziani. Non si è mai finito di crescere nella conoscenza profonda e nell’amore del Signore. Nelle nostre parrocchie prenderemo in mano il testo della esortazione pastorale “Evangelii gaudium” di Papa Francesco sull’annuncio del vangelo nel mondo attuale.
E’ un orientamento per la vita pastorale: la gioia del Vangelo.
La liturgia
In particolare, mi riferisco alla S. Messa domenicale. È un dono da parte del Signore che viene a condividere la nostra vita per arricchirla della sua presenza e della sua grazia. È il sostentamento della vita cristiana. L’abbandono della frequenza alla S. Messa festiva da parte di tanti cristiani crea in loro una povertà interiore ed una povertà nella comunità. È la forza della nostra testimonianza cristiana nella vita. Certamente le celebrazioni devono essere dignitose e splendere per “nobile semplicità” ed allora bisogna essere anche disponili a renderle vive con la preghiera comunitaria, col canto guidato da un piccolo coro che non sostituisce l’assemblea ma che si alterna, con la proclamazione adeguata della Parola di Dio, col servizio puntuale dei chierichetti o dei giovani o degli adulti all’altare. Già diverse persone sono disponibili. A loro il mio grazie cordiale e sincero.
La carità
Non si limita ad una offerta pur necessaria per le famiglie più bisognose ma è la testimonianza della vita cristiana. Certamente sono lodevoli le forme comunitarie ma oggi suggerirei una modalità semplice, fattibile e feconda: la carità spicciola che non è “la carità degli spiccioli”. Abbattere il muro della solitudine. Oggi è difficile entrare nelle case ma sarebbe facile per i vicini di casa che si incontrano nell’ascensore, si possono facilmente conoscere e con essi dialogare. Prendersi cura dei vicini di casa per coltivare sane amicizie di aiuto reciproco con semplici gesti, scontati ma necessari. Si risolverebbero tanti casi di solitudine. Le signore badanti sono preziose ma probabilmente non sono sufficienti. La gratuità non si paga. Se c’é il fuoco dell’amore gratuito di Dio nel cuore, il nostro occhio diventa esperto e sa vedere le necessità, le mani si muovono, i piedi corrono là dove è necessario. Alle volte bastano pochi passi, compiuti anche nelle nostre famiglie per migliorare la vita e renderla più umana. Non si tratta di passi fisici.
Nella nostra parrocchia da anni ormai vive un gruppo di persone che si dedicano all’apertura delle chiese e del museo, sono gli “Amici della Cattedrale”.
È un servizio semplice, è il dono di qualche ora di tempo, è il segno di una chiesa che accoglie, è l’occasione di una catechesi spicciola che alle volte può diventare una piccola luce nella vita delle persone se si sanno presentare le opere d’arte non solo sotto l’aspetto culturale ma anche quello religioso per il quale sono state commissionate e realizzate.
Anche questa è una forma di alta carità. Facile. C’è posto per tutti. Chi aderisce sia benvenuto. Auguro a tutti un buon cammino.
Il Parroco don Luciano

