“Credo la risurrezione di questa carne”
Come già richiamato dal nostro Ufficio liturgico Diocesano nella nota «Credo la risurrezione di questa carne». Nota su alcuni aspetti riguardanti la celebrazione esequiale e la cremazione del 23 maggio 2021, a cui si vuole fare riferimento per le motivazioni e gli approfondimenti teologici, – volendo garantire uno stile unitario all’azione pastorale della nostra Arcidiocesi, – al fine di offrire degne esequie a tutti i battezzati nelle nostre chiese parrocchiali – udito il parere del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Vicari Foranei,
L’ARCIVESCOVO DECRETA LE SEGUENTI NORME
CHE REGOLANO LA CELEBRAZIONI DELLE ESEQUIE
1– Il Parroco, nella pastorale ordinaria annunci a tutti i fedeli e, in occasione della morte di un battezzato ai suoi familiari, il valore della celebrazione cristiana delle Esequie come “celebrazione del mistero pasquale di Cristo”, da vivere all’interno della comunità dei credenti in Gesù Cristo risorto, a cui il defunto apparteneva in vita. Il Parroco nel suo ministero di evangelizzazione, ed in particolare nel colloquio con i familiari del defunto ha inoltre il compito di mettere in rilievo l’importanza che i resti mortali siano conservati in un cimitero, luogo che per tradizione millenaria dei popoli consente la loro degna custodia nel tempo e la memoria comunitaria orante dei defunti nell’attesa della loro Risurrezione dei morti. La celebrazione dell’Esequie e la conservazione dei corpi dei battezzati defunti sono infatti un segno di fede ed espressione della comunione ecclesiale e mai un “fatto privato”.
2– I familiari del defunto, prima di tutto prendano contatto con il Parroco della parrocchia di appartenenza o di elezione, a cui spetta il dovere della celebrazione; concordino con lui l’orario, il luogo e le modalità della celebrazione esequiale. Solo dopo questo colloquio personale si può procedere al suono delle campane che comunica il decesso, agli altri adempimenti liturgici, ed al contatto con la ditta che curerà le onoranze funebri.
3– Quando il defunto è deceduto in casa e prima di un eventuale trasferimento nella casa funeraria o all’obitorio, il Parroco quando gli è possibile provveda alla benedizione del corpo che precede la celebrazione delle Esequie. Laddove il trasferimento alla casa funeraria o all’obitorio fosse già avvenuto, il Parroco provvederà alla benedizione del corpo prima della chiusura della bara in vista del trasferimento nella chiesa dove saranno celebrate le Esequie, così come indicato dal Rituale.
4- La celebrazione delle Esequie deve svolgersi nella chiesa parrocchiale o nella succursale, secondo le uniche due modalità previste dal Rituale: a) la celebrazione della Santa Messa esequiale; b) la celebrazione delle Esequie nella Liturgia della Parola, senza la comunione eucaristica. Laddove la famiglia del defunto non aderisse ad una di queste due modalità, in via eccezionale, per il maggior bene delle anime e con prudenza pastorale, il Parroco o un Diacono da lui incaricato, prima della chiusura della bara, può presenziare ad un momento di preghiera con i familiari (ad esempio la recita del S. Rosario, lettura di un Salmo o di un altro testo della Sacra Scrittura tra quelli suggeriti dal Rituale). Si ricordi che questo momento di preghiera non equivale in alcun modo ad un funerale cattolico. Si inviti contestualmente i familiari a partecipare ad una S. Messa in suffragio del congiunto in occasione dell’ottavo e del trentesimo giorno della sua morte.
5– Nelle case funerarie, durante la preghiera, si sospendano eventuali musiche di sottofondo.
6– Durante la celebrazione delle Esequie, sulla bara si possono porre dei fiori, ed eventuali oggetti che esprimono la fede cattolica del defunto (ad esempio il libro dei Vangeli o la Bibbia o una croce). Se richiesto dai familiari, si autorizza che venga esposta la fotografia del defunto, purché sia posta a lato, in luogo che non disturbi la celebrazione, e non offuschi la centralità dell’altare e il contesto di preghiera.
7– Sulle bare, sulle urne cinera-rie e sulle lapidi cimiteriali sia-no riportati i segni della fede cristiana e tra questi innanzitutto la Croce di Gesù.
8– Al termine dell’ultima rac-comandazione e commiato, si autorizza che sia letto -non dall’ambone- un saluto da parte dei familiari per ricordare il defunto, concordando il testo con chi presiede la celebrazione. Nel caso di personalità che ab-biano avuto responsabilità civili, si concordino assieme al Parroco le modalità di un saluto da parte di più rappresentanti della comunità, da effettuarsi dopo la conclusione, ma non durante la celebrazione delle Esequie.
9– Non si autorizzano in chiesa testi o musiche estranee alla liturgia e alla fede cristiana.
10-Il Parroco raccomandi ai fedeli di mantenere un clima di rispetto per il defunto, anche all’esterno della chiesa, in attesa di dirigersi sollecitamente verso il cimitero quando la sepoltura si svolge subito dopo la Celebrazione delle Esequie.
11– La Chiesa, pur raccomandando la sepoltura dei corpi, non si oppone alla cremazione. Le ceneri devono essere deposte nei cimiteri e, per quanto la legislazione civile lo permetta, la Chiesa non consente che siano conservate in casa, né sparse in aria, in terra o in acqua, o siano convertite in ricordi commemorativi Quando le ceneri del defunto giungono dal crematorio, si provveda alla deposizione dell’urna in cimitero accompagnandola con un momento di preghiera secondo le indicazioni liturgiche.
12-Nel caso in cui il defunto abbia scelto la cremazione perché non riconosce la dignità del corpo in vista della risurrezione, o abbia dato indicazione ai familiari di disperdere le ceneri dopo la cremazione, considerando la morte come l’annullamento totale e definitivo della persona, tali libere scelte escludono la celebrazione del funerale cattolico. 2
13-La celebrazione esequiale deve sempre precedere la cremazione. Quando eccezionalmente non è possibile (ad esempio, il caso di decesso all’estero), nella liturgia alla presenza dell’urna cineraria, si omettano l’aspersione e l’incensazione, gesti che riguardano esclusivamente la dignità cristiana del corpo nella sua integralità.
14-Il momento di preghiera per la deposizione dell’urna può essere guidato sia da un ministro ordinato (Presbitero o Diacono), sia da un laico esplicitamente autorizzato dal Vescovo. In questo secondo caso, l’Ufficio liturgico diocesano provvederà a formare alcune persone designate a questo compito dal Parroco e a fornirle dell’autorizzazione e dei sussidi adeguati.
Queste norme sono in vigore da domenica 19 aprile 2026, Domenica di Pasqua Risurrezione del Signore. Esse vanno assunte dai Parroci e dai loro Consigli Pastorali, e ne va data esecuzione dando nel contempo opportuna informazione e spiegazione ai fedeli e alle ditte di onoranze funebri.
Dalla residenza arcivescovile
Udine, 17 marzo 2026 + Riccardo Lamba
Arcivescovo di Udine
1 Cf .CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Istruzione Ad resurgendum cum Christo circa la sepoltura dei defunti e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione (15 agosto 2016), nn. 6-7.


