I MARTIRI DEL NUOVO MILLENNIO

CHI VUOLE SALVARE LA PROPRIA VITA, LA PERDERA’, MA CHI PERDERA’ LA PROPRIA VITA PER CAUSA MIA, LA SALVERA’ (Lc 9, 24)

Islamabad, Pakistan. E’ la mattina del 2 marzo 2011. Un gruppo di uomini armati spara contro un uomo, ferendolo mortalmente.

Quell’uomo si chiamava Shahbaz Batthi: cristiano cattolico, all’epoca della sua morte ricopriva l’incarico di ministro per le minoranze nel governo del presidente Zardari. La sua fu una fine ampiamente annunciata. Dal 2009 Bhatti era oggetto di continue minacce: il suo impegno a favore dei cristiani pachistani, spesso oggetto di vessazioni e violenze, la volontà di modificare la “legge sulla blasfemia”, la ricerca di un dialogo interreligioso lo avevano reso bersaglio ideale per i gruppi estremisti islamici, molto forti nel paese asiatico.

Bhatti era consapevole di essere nel mirino: ma non si tirò indietro. Così scriveva nel suo testamento spirituale: “...Molte volte gli estremisti hanno cercato di uccidermi e di imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Gli estremisti, qualche anno fa, hanno persino chiesto ai miei genitori, a mia madre e mio padre, di dissuadermi dal continuare la mia missione in aiuto dei cristiani e dei bisognosi, altrimenti mi avrebbero perso…”.

Per lui la cosa più importante era servire Gesù, attraverso il servizio a bisognosi e perseguitati: ”…Mi sono state proposte alte cariche al governo e mi è stato chiesto di abbandonare la mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa: No, io voglio servire Gesù da uomo comune. Questa devozione mi rende felice. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questo mio sforzo e in questa mia battaglia per aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese.

Servire da uomo comune. E il pensiero corre ad altri uomini comuni: ai cristiani della Nigeria o della Somalia, assassinati in chiesa nella “notte di pace” per eccellenza, la notte di Natale, o bruciati vivi nelle loro case, colpevoli di avere un crocifisso. A quelli di Iraq, Siria, Libia, cacciati dalle loro case e privati di tutti i loro averi, nella migliore delle ipotesi: fucilati, decapitati, torturati, nella peggiore. A quelli della Corea del Nord, che rischiano il campo di concentramento o la morte se non allineati alla “chiesa di stato” creata e tutelata dal regime.

Uomini e donne comuni: che hanno la forza di andare a Messa, pur essendo a conoscenza del rischio di non tornare a casa, la forza di non abiurare la fede in Cristo, pur sapendo che in qualsiasi momento fuori dalla porta potrebbero arrivare gli uomini neri dell’ISIS o di Boko Haram. Esseri umani che come noi hanno affetti ed emozioni, che come noi provano paura, ma hanno il coraggio che viene da Dio. La paura del dolore, della morte, del buio, del passaggio da questa all’altra vita; il coraggio dei martiri del passato, dell’uomo Gesù sulla croce, il coraggio di mettersi totalmente nelle mani del Padre: il coraggio della fede.

Uomini e donne come noi: A noi sembra di fare chissà quale sforzo sovrumano per trovare quei tre quarti d’ora per andare in chiesa la domenica; se qualcuno bestemmia in nostra presenza facciamo finta di non sentire; restiamo passivi di fronte ad una società che vuole vivere senza Dio; di fronte alle miserie del mondo ci giriamo dall’altra parte…

Beati voi quando gli altri vi odieranno, quando parleranno male di voi e vi disprezzeranno come gente malvagia perché avete creduto nel Figlio dell’uomo” (Lc 6,22). I nostri fratelli perseguitati sono già vicini a Dio: e la loro fede, fiamma dell’amore (Papa Francesco) può servire a riscaldare il nostro tiepido credere.

                                                                                                    Carmelo Intersimone

Approfondimenti: “Morte di un blasfemo”, Francesca Milano, Edizioni San Paolo.

VENERDI’ 4 – SABATO 5 MARZO

Tutta la chiesa cattolica è invitata dal Papa ad una grande preghiera di Adorazione davanti al SS. Sacramento. Nella nostra cattedrale alle ore 20.30 di venerdì 4 marzo avrà luogo una solenne Liturgia Penitenziale guidata dall’Arcivescovo durante la quale diversi sacerdoti saranno disponibili per le confessioni. Alle 23.00 verrà esposto il SS. mo Sacramento per l’adorazione comunitaria che si chiuderà col canto dei Vesperi alle ore 18.00 di sabato 5 marzo.

Un invito: Se ci sono delle persone disposte a trascorrere durante la notte un’ora in preghiera davanti al Santissimo, son pregate di porre il proprio nome o anche una semplice crocetta nello spazio dell’ ora prescelta, sul foglio disposto sul tavolino in fondo alla chiesa.

TURNI DI ADORAZIONE

ORARIO

ANIMAZIONE

20.30

Celebrazione della Riconciliazione presieduta dall’Arcivescovo

23.00

CONSULTA PG CITTADINA E UNIVERSITARI + SCOUT + Parrocchia del Carmine

00.00

MOVIMENTI E PARROCCHIE + Comunione e Liberazione

1.00

MOVIMENTI E PARROCCHIE + Parrocchia di S. Marco

2.00

MOVIMENTI E PARROCCHIE

3.00

MOVIMENTI E PARROCCHIE

4.00

MOVIMENTI E PARROCCHIE

5.00

MOVIMENTI E PARROCCHIE + Parrocchia di Paderno

6.00

RELIGIOSI

7.00

STUDENTI (pg cittadina) + Giovani appartenenti ai movimenti ecclesiali

8.00

SEMINARISTI

9.00

Canto delle Lodi

9.00

CANONICI DEL CAPITOLO METROPOLITANO

10.00

PASTORALE FAMILIARE

11.00

DIACONI PERMANENTI

12.00

SACERDOTI città

13.00

RELIGIOSI

14.00

CATECHISTI DEGLI ADULTI (dei battezzandi, dei cresimandi adulti)

15.00

BAMBINI ELEMENTARI CITTÀ con i loro catechisti- Lupetti

16.00

RAGAZZI MEDIE CITTÀ con i loro catechisti – Esploratori

17.00

GIOVANI CRESIMANDI con i loro catechisti – Esploratori

18.00

Canto dei Vespri conclusivi presieduto dall’Arciprete della Cattedrale

Quaresima, un tempo per…

Con il Mercoledì delle Ceneri, appena trascorso, è iniziato il nuovo periodo spirituale che la Chiesa, di anno in anno, ci offre: La Quaresima. Un tempo di purificazione. Un momento forte nella vita dei cristiani. Un’opportunità per metterci in ascolto della Parola di Dio, e scorgere cosa Egli chiede a ciascuno di noi. Un itinerario di crescita e di conversione. Tre i pilastri su cui poggia il tempo di Quaresima: la preghiera (“da non identificare con l’emozione personale”), l’elemosina (“da non confondere con i pochi spiccioli o con le somme che diamo solo per allontanare una persona fastidiosa”), il digiuno (“ da non scambiare con la “dieta” richiesta per motivi di estetica o di salute”). Essi sono, come dire, “il bagaglio” o “ il bastone del pellegrino”, ricevuto nel giorno delle Ceneri, senza il quale nessun cammino spirituale è possibile. Abbiamo, quindi, capito subito “quali devono essere le scelte per iniziare un autentico percorso di conversione, e con quale spirito viverlo”.

Scrive san Pietro Crisologo: “Il digiuno è l’anima della preghiera, e la misericordia la vita del digiuno, perciò chi prega digiuni. Chi digiuni abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge la domanda. Chi vuole trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica”.

Il cardinale Francesco Montenegro, in occasione della conferenza stampa di presentazione del Messaggio del Papa per la Quaresima, ha detto tra l’altro: A volte si tende a pensare che la fede la si possa vivere solo partecipando ai Sacramenti o pregando nelle forme più svariate, escludendo dalla vita spirituale i bisogni dell’uomo e soprattutto dei più poveri. Il risultato è che quel tipo di fede presto o tardi diventa sterile e insipida. Invece, quando ci si apre a una dimensione più completa che, se ci pensiamo bene, è quella evangelica – quella che esige che si ascolti e si metta in pratica – allora la fede diventa esperienza gioiosa e contagiosa, arricchente e stimolante […]”. E a una domanda riguardante la validità di alcuni gesti, tipicamente quaresimali, lo stesso cardinale ha così risposto: “Tante volte si dice: il problema non è ‘faccio il fioretto’, ma devo scegliere uno stile di vita. La Quaresima mi accompagna perché io possa cambiare stile e vivere quelle attenzioni che anche le opere di misericordia corporale e spirituale indicano, per poter rendere anche la nostra fede un po’ frizzante. Allora, non è ‘mi privo di qualcosa’, perché non avrebbe senso, ma ‘mi tolgo qualcosa’ per dare vita all’altro e per far mangiare l’altro, bere l’altro’…”.

La solidarietà

Pochi giorni addietro, alla soglia proprio della Quaresima, dono di Dio e occasione propizia per tornare a Lui, il nostro parroco, supportato dal Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha voluto dare concretezza al desiderio di creare un fondo di solidarietà, destinato alle famiglie bisognose (sempre più numerose in questo periodo di crisi economica), attraverso libere, finalizzate offerte di tutti noi fedeli, ed eventuali possibili elargizioni da parte di aziende e altri soggetti. Trattasi di una raccolta di offerte perenne, senza alcun limite temporale e senza giorni predeterminati. Nelle chiese della nostra Parrocchia (Duomo, S. Giacomo, S. Pietro Martire, S. Cristoforo, S. Maria di castello, Oratorio della Purità), troveremo, quindi, da oggi in poi, delle apposite cassette, dove poter depositare il nostro contributo. Certamente, quanti preferissero partecipare con modalità diverse alla iniziativa potranno rivolgersi direttamente al Parroco.

La colletta, è bene rammentarlo, riveste anche un forte valore pedagogico perché, nel concreto, “educa alla solidarietà e alla condivisione, all’apertura del cuore e alla generosità”.   Farsi carico dei poveri riguarda tutti i cristiani, nessuno escluso. Le famiglie in difficoltà, destinatarie degli aiuti economici, saranno individuate dal Parroco, coadiuvato dagli operatori della carità ed eventualmente dalla Caritas Diocesana. Vogliamo sempre tenere presente, tutti, in ogni nostra azione, come ci ricorda S. Paolo nella sua prima lettera ai Corinti, che qualunque gesto noi compiamo, anche il più generoso, ha senso e valore se suggerito dall’amore, altrimenti non serve a nulla. Mi pare opportuno e doveroso informare che alla fine di ogni anno solare sarà dato un rendiconto della gestione del costituendo fondo, senza rivelare il nome delle famiglie che hanno ricevuto un sostegno dalla comunità.

A tutti Voi un grazie di cuore, da parte mia e di tutto il CPP, per il vostro contributo, grande o piccolo che sia, e auguri di una fruttuosa Quaresima.

                                                                            Sebastiano Ribaudo (referente ambito carità)

 


 

    INIZIATIVA DI CARITA’

 

Il consiglio Pastorale Parrocchiale, venuto a conoscenza di alcuni casi di perdita del lavoro da parte di qualche capo-famiglia della nostra parrocchia, promuove la costituzione di

           “Un fondo di sostegno alle famiglie in difficoltà

a favore di queste famiglie in temporanea difficoltà economica. Chi desidera può deporre il suo contributo nella cassetta in fondo alla chiesa.

GIORNATA DELLA VITA.

 

LA MISERICORDIA FA FIORIRE LA VITA

“Siamo noi il sogno di Dio che, da vero innamorato, vuole cambiare la nostra vita”. Con queste parole Papa Francesco invitava a spalancare il cuore alla tenerezza del Padre, “che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati” (1Pt 1,3) e ha fatto  fiorire la nostra vita.

La vita è cambiamento.

L’Anno Santo della misericordia ci sollecita a un profondo cambiamento. Bisogna togliere “via il lievito vecchio, per essere pasta nuova” (1Cor 5,7), bisogna abbandonare stili di vita sterili, come gli stili ingessati dei farisei. Di loro il Papa dice che “erano forti, ma al di fuori. Erano ingessati. Il cuore era molto debole, non sapevano in cosa credevano. E per questo la loro vita era – la parte di fuori – tutta regolata; ma il cuore andava da una parte all’altra: un cuore debole e una pelle ingessata, forte, dura”. La misericordia, invero, cambia lo sguardo, allarga il cuore e trasforma la vita in dono:si realizza così il sogno di Dio.

La vita è crescita.

Una vera crescita in umanità avviene innanzitutto grazie all’amore materno e paterno: “la buona educazione familiare è la colonna vertebrale dell’umanesimo”. La famiglia, costituita da un uomo e una donna con un legame stabile, è vitale se continua a far nascere e a generare. Ogni figlio che viene al mondo è volto del “Signore amante della vita” (Sap 11,26), dono per i suoi genitori e per la società; ogni vita non accolta impoverisce il nostro tessuto sociale. Ce lo ricordava Papa Benedetto XVI: “Lo sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della lotta alla povertà, costituisce in realtà l´eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani”. Il nostro Paese, in particolare, continua a soffrire un preoccupante calo demografico, che in buona parte scaturisce da una carenza di autentiche politiche familiari. Mentre si continuano a investire notevoli energie a favore di piccoli gruppi di persone, non sembra che ci sia lo stesso impegno per milioni di famiglie che, a volte sopravvivendo alla precarietà lavorativa, continuano ad offrire una straordinaria cura dei piccoli e degli anziani. “Una società cresce forte, cresce buona, cresce bella e cresce sana se si edifica sulla base della famiglia” . È la cura dell’altro – nella famiglia come nella scuola – che offre un orizzonte di senso alla vita e fa crescere una società pienamente umana.

                                                                                             Il Consiglio permanente della CEI

Tempo di preghiera

Canto dei Vesperi

Ogni sera alle ore 19.00 nell’Oratorio della Purità si recita la preghiera dei vesperi cui segue la celebrazione della S. Messa.

Via Crucis : Ogni venerdì

Ore 17.00 Chiesa di S. Giacomo

Ore 18.30 Oratorio della Purità

Ora di adorazione: Ogni sabato alle ore 22.00 nella chiesa di S. Pietro martire

Tempo di meditazione

Ogni lunedì Ore 20.30 nella casa canonica via di Prampero, 6:

“Lectio divina” sulla Parola di Dio.

Tempo di Penitenza

Il mercoledì delle Ceneri e il Venerdì santo siamo chiamati al digiuno.

Ogni venerdì di quaresima è giorno di astinenza dalle carni (dolci, fumo, televisione ecc…..)

Tempo di solidarietà

Partecipiamo a due iniziative:

Famiglie solidali: Le offerte si raccolgono nella cassetta in fondo alla chiesa per creare un fondo di solidarietà con le famiglie che si trovano in difficoltà economiche.

La cesta della carità: Ogni terza domenica del mese si raccolgono generi alimentari a favore della mensa della caritas diocesana – Via Ronchi.

SENSO E SCOPO DEL DIGIUNO QUARESIMALE

Il digiuno quaresimale ha certamente una dimensione fisica, oltre l’astinenza dal cibo, può comprendere altre forme, come la privazione del fumo, di alcuni divertimenti, della televisione,… Tutto questo però non è ancora la realtà del digiuno; è solo il segno esterno di una realtà interiore; è un rito che deve rivelare un contenuto salvifico, è il sacramento del santo digiuno. Il digiuno rituale della Quaresima:

–   è segno del nostro vivere la Parola di Dio. Non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio, sull’esempio di Cristo, che disse: “Mio cibo è fare la volontà del Padre”;

– è segno della nostra volontà di espiazione: “Non digiuniamo per la Pasqua, né per la croce, ma per i nostri peccati, … ” afferma san Giovanni Crisostomo;

– è segno della nostra astinenza dal peccato: come dice il vescovo sant’Agostino: “Il digiuno veramente grande, quello che impegna tutti gli uomini, è l’astinenza dalle iniquità, dai peccati e dai piaceri illeciti del mondo, …”.

In sintesi: la mortificazione del corpo è segno della conversione dello spirito.

INDICAZIONI PRATICHE DEL DIGIUNO E DELL’ASTINENZA

– il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo sono giorni di digiuno dal cibo, di astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi.

– i venerdì di Quaresima sono giorni di astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi.

– negli altri venerdì dell’anno, i fedeli possono sostituire l’astinenza dalla carne con altre opere di carattere penitenziale.

– al digiuno sono tenuti i fedeli dai diciotto anni compiuti ai sessanta incominciati; all’astinenza dalla carne i fedeli che hanno compiuto i quattordici anni.

– anche coloro che non sono tenuti all’osservanza del digiuno, i bambini e i ragazzi, vanno formati al genuino senso della penitenza cristiana.

VITA CONSACRATA

L’anno della Vita Consacrata è stata un’occasione preziosa innanzitutto per ringraziare Dio per il dono alla chiesa, di consacrati e consacrate che giorno dopo giorno cercano di vivere con profondità la vita; è stato un anno che ci ha permesso di approfondire il nostro carisma e di rinnovare i nostri impegni.

È stato un anno ricco di incontri, di convegni, ma un grande maestro che ci ha esortato con pazienza e bontà è stato Papa Francesco. Più volte siamo stati invitati da Papa Francesco a vivere con gioia il dono della nostra vocazione, ad essere persone di gioia nonostante i nostri limiti umani e i nostri sbagli; con fiducia ricominciamo il nostro cammino in quest’anno dedicato alla Misericordia.

Ci piace pensare che i religiosi sono chiamati a condividere la vita quotidiana con la gente cercando di far conoscere il Signore Gesù, ad essere icona della tenerezza della chiesa, prima che maestri che distribuiscono sentenze, essere uomini e donne che condividono le fatiche e le gioie, le speranze e le delusioni, i progetti, i sogni di chi crede in un mondo diverso.

Il Papa ci ha invitato ad essere uomini e donne di preghiera, o meglio uomini e donne di adorazione che si inginocchiano davanti al Signore e lo pregano come unico Signore della vita. Vogliamo credere a tutto questo, ma abbiamo bisogno della vostra amicizia, del vostro aiuto  e della vostra preghiera per testimoniare che crediamo nella vita, nella bellezza che ogni giorno porta con sé, nei giovani, in un tempo che ci aiuti a considerare ciò che conta veramente.

Siete tutti invitati ad unici a noi nella celebrazione eucaristica che sarà presieduta in cattedrale dall’Arcivescovo martedì 2 febbraio alle ore 17.00. Un saluto cordiale a tutti ed un ringraziamento per la stima e soprattutto per le preghiere con le quali ci accompagnate nella nostra missione.

Suor Debora

delle Figlie di Maria Ausiliatrice

Con la presente si comunica che dal 26 gennaio 2016 al 23 febbraio 2016 il Museo del Duomo di Udine sarà chiuso al pubblico tutti i martedì. Da martedì 1° marzo 2016 sarà nuovamente riaperto anche il martedì nei consueti orari: 10-12 e 16-18.

 

 

 

 

La Direzione del Museo

Dott.ssa MB Bertone

f.to digitalmente il 25 Gennaio 2016 ore 10.00

MESSA NEL RITO BIZANTINO

Carissimi,

oggi la S. Messa delle 12.00 viene celebrata dal sacerdote cattolico don Roman Pelo che assiste spiritualmente la comunità ucraina a Udine. Generalmente celebra la S. Messa alle 14.30 nei giorni feriali e alle 12.30 nei giorni festivi, nella chiesa di S. Pietro martire. La Messa viene celebrata nel Rito Bizantino. Che cosa significa?  Nella chiesa cattolica ci sono tanti riti che si sono sviluppati fin dai primi tempi a seconda della sensibilità, delle tradizioni religiose e della spiritualità specialmente ad opera di alcuni grandi Padri dei primi secoli della chiesa. Il nostro Rito con il quale celebriamo i sacramenti è il Rito romano ma ci sono anche altri riti: ambrosiano, malancarese, malabarico, copto, siriaco, mozarabico (nella cattedrale di Toledo). C’era anche il rito aquilejese che poi è stato abolito. I riti sono diversi ma la fede ed il loro significato sono sempre i medesimi.


Il rito bizantino.

È  il rito liturgico utilizzato (in diverse lingue) da tutte le Chiese ortodosse d’Oriente e dalle chiese di tradizione orientale all’interno della Chiesa cattolica. Numerose sono le diocesi cattoliche (in particolare nell’ Europa orientale e nel Medio oriente) che celebrano con questo Rito. Tale rito ha origine nella città di Costantinopoli che si chiamava Bisanzio (l’odierna Istanbul). In Italia il rito bizantino è diffuso nelle storiche comunità albanesi d’Abruzzo, Basilicata, Puglia e in particolare di Calabria e Sicilia, dell’Eparchia di Lungro (CS) e dell’Eparchia di Piana degli Albanesi (PA).


I sacramenti

Caratteristica del rito bizantino è che i sacramenti principali dell’iniziazione alla vita cristiana (Battesimo, Comunione e Cresima) vengono celebrati tutti insieme, al momento del battesimo. Il battesimo si fa per immersione nell’acqua del fonte battesimale. Nel matrimonio bizantino è previsto il rituale dell’«incoronazione degli sposi». Il sacerdote mette davanti all’altare un tavolo; la coppia bacia il Vangelo e la Croce e poi gira tre volte attorno al tavolo.


L’edificio della chiesa

A differenza delle nostre chiese cattoliche di rito latino, le chiese di rito bizantino, anche quelle recenti, presentano affreschi sulle pareti che illustrano la vita dei santi o scene della vita di Gesù.

Davanti all’altare, è posta l’iconostasi generalmente in legno sulla quale sono collocate le icone dei santi. Tutte le chiese bizantine la posseggono. Lo spazio davanti all’iconostasi (riservato ai fedeli) è detto navata, quello dietro l’iconostasi (riservato ai celebranti) è detto santuario: l’altare è collocato all’interno di quest’ultimo. Le aperture nell’ iconostasi, che mettono in comunicazione il santuario con la navata, sono in numero di tre, simmetricamente disposte, e sono dette porte regali.

La Santa Messa

È detta “La divina Liturgia” e comincia sempre con una preghiera allo Spirito Santo.

La messa domenicale viene celebrata in modo solenne, con molte parti cantate, ad accompagnare, sottolineare o intervallare le diverse fasi della liturgia. Anche la liturgia della parola è cantata. La durata del rito è di circa un’ora e mezza. Al termine della celebrazione, la comunità rimane in chiesa qualche minuto per pregare insieme al sacerdote. Ciascuno, poi, esce dal luogo sacro in silenzio.

La tradizione bizantina conosce tre forme di divina liturgia:

  1. La divina Liturgia diSan Giovanni Crisostomo è quella celebrata comunemente durante tutto l’anno;

  2. La divina Liturgia diSan Basilio è celebrata a Natale, all’Epifania, in tutte le domeniche di Quaresima (eccezion fatta per la Domenica delle Palme), per il Giovedì santo, per la Veglia di Pasqua e nella solennità di San Basilio;

  1. La divina Liturgia dei Presantificati è celebrata il mercoledì e il venerdì di ogni settimana di Quaresima. Prevede la distribuzione dell’Eucaristia ma non la consacrazione, poiché il pane viene consacrato la domenica precedente.

Per l’eucaristia il rito bizantino non usa pane azzimo, cioè senza lievito (come le ostie e le particole della tradizione latina), bensì il pane lievitato. Inoltre, il pane usato per la celebrazione (detto in greco pròsphora, cioè “offerta”) viene predisposto poco prima della celebrazione eucaristica vera e propria, durante il rito della Pròthesis, cioè “Preparazione”, secondo un complesso simbolismo. La comunione si fa abitualmente sotto le due specie eucaristiche, il pane e il vino. Per questo la comunione si riceve solo in bocca e non c’è la possibilità di riceverla in mano. Anche i bambini che hanno ricevuto tutti i sacramenti possono ricevere la comunione, attraverso l’uso di un cucchiaino.

Ci uniamo a questa piccola comunità nella celebrazione della S. Messa in lingua italiana e con i canti in lingua ucraina che possiamo seguire anche tramite l’opuscolo che trovate disposto sui banchi. Siamo contenti di accogliere questi fratelli e sorelle condividendo la medesima fede e la stessa preghiera ed auguriamo loro ed alle loro famiglie pace e serenità.

Il parroco d. Luciano.

dominiciIl 16 gennaio ricorre il 5° anniversario della morte di Mons. Emilio Dominici che ha svolto il suo ministero pastorale nella nostra Parrocchia dal 1987 al 1995 come Parroco e poi come canonico residenziale. Varie sono le iniziative promosse in parrocchia anche a favore dei giovani e le opere da lui realizzate sia a S. Cristoforo che in cattedrale. Esse restano come testimonianza del suo impegno pastorale. Fino in età molto avanzata ha desiderato commentare la Parola di Dio non soltanto durante la S. Messa quotidiana ma anche nella catechesi settimanale per gli adulti. Lo ricordiamo nella preghiera come lui stesso ci ha chiesto di fare nel suo testamento spirituale da lui scritto il 26 gennaio 1987  ed  in parte qui riportato: “Ho cercato Dio ed il suo volto nella fede e nella conoscenza.

Ho visto Dio nella bontà e nell’arte come splendore di verità. Ho tanto bisogno di preghiere da parte di tutti. Vi ricompenserò dal cielo. Non vi abbandonerò mai né mai vi sentirò lontani: Dio è Emanuele, è con noi ora e sempre. La Madonna ci è Madre ora e sempre…Vi aspetto tutti nel cuore di Gesù Cristo e di sua Madre Santissima. pregate tanto per me.”

La nostra preghiera di suffragio vuole manifestare la nostra gratitudine verso i pastori che hanno guidato la nostra comunità e donato la loro vita a Cristo per il bene della chiesa. Se viene a mancare la riconoscenza verso le persone che ci fanno o ci hanno fatto del bene, la nostra umanità si impoverisce. Chi sa dire grazie con sincerità arricchisce la sua umanità e l’umanità intera.

GENITORI, BENEDITE I FIGLI.

Carissimi genitori,

                                oggi avete portato o accompagnato i vostri figli in chiesa come  avete fatto nel giorno del loro Battesimo. Quando sono nati avete riconosciuto che la vita è misteriosa, viene da lontano, si esprime con una umile grandezza che nasce da un amore che vi supera. Infatti immagino la soddisfazione, l’incanto di una mamma e di un papà quando per la prima volta possono vedere direttamente con i loro occhi e stringere tra le loro braccia il loro figlio. Ho chiesto un giorni ad un papà: “Cosa hai provato quando hai visto nascere tuo figlio?” Mi ha risposto:”Non so dire”. Lo credo, è indicibile. È troppo grande la vita per poterla definire. Già l’attesa mette in cuore una certa preoccupazione e fa pregustare la gioia di un desiderio che si va realizzando come un miracolo sperato. Veder nascere un figlio è senz’altro una esperienza unica, una emozione che non ha eguali, provoca tensione e gioia insieme, sentimenti di meraviglia e di gratitudine verso la vita e di naturale e comprensibile protezione. Sì, di protezione perché una creatura nasce fragile, ha bisogno di tutto, di papà e mamma, di custodia, di difesa, di alimenti, di carezze, di parole dolci, di sguardi amorevoli, di gioco scherzoso cioè di accoglienza affettuosa. Recentemente ho potuto ammirare a Firenze nel Museo dell’Opera di S. Maria del Fiore una scultura in pietra e maiolica di Andrea Pisano (1290-1348) che rappresenta la Madonna che, abbozzando un lieve sorriso, con il dito indice della mano destra fa solletico sotto il mento a Gesù Bambino che ride soddisfatto. Quale mamma o papà, quale nonna o nonno non ha compiuto questo gesto di affetto divertendo un figlio o un nipote? Come  è umana questa scena!  Quanta tenerezza!

Ebbene tutto questo amore umano che è esperienza di ogni genitore, ha trovato il suo apice in un Rito che ha aperto la vita umana da voi trasmessa all’accoglienza della vita divina. Il Battesimo è stato l’immersione nell’acqua che rigenera, nella vita divina che permea la vita umana. I vostri figli sono nati alla vita eterna. Sono figli di Dio che è fonte della vita. Hanno il respiro di Dio perché lo Spirito li ha inondati del suo amore. Voi siete stati e siete suoi collaboratori nel dare e nel crescere la vita dei figli. Avete una grande dignità ed una grande responsabilità, certamente, ma non siete soli. Davvero Dio è con voi poiché voi condividete la sua paternità.

Benediciamo dunque il Signore che gratuitamente ci ha offerto il dono del Battesimo. Il Signore resterà benedetto da noi quando aiuteremo questi bambini a vivere la fede, la speranza, la carità.

Per questo vi esorto a insegnare loro a pregare, ad ascoltare la parola del Signore, a voler bene agli altri, a venire alla S. Messa alla domenica accompagnandoli personalmente per dare loro un esempio di vita cristiana. Non è “una cosa da bambini” ma una scelta da adulti che sanno discernere il bene ed i valori da trasmettere ai figli.. Su questo foglio trovate una preghiera che potete ripetere alla domenica a pranzo o a cena. Non abbiate riguardo a pregare con i vostri figli. La preghiera fa sentire nella famiglia la presenza di Dio, che è Padre dei genitori e dei figli. Vi consiglio anche un piccolo gesto: date ai figli la benedizione quando escono di casa al mattino, facendo sulla loro fronte il segno della croce. Sarà il ricordo che il Signore ci ha già benedetti, al di là di ogni nostro merito. Siate fieri di dare la vostra testimonianza.

Abbiamo appena contemplato nei giorni trascorsi la benedizione che è scesa dal cielo: Gesù è la nostra benedizione. In Lui siamo tutti benedetti. La preghiera che oggi rivolgiamo al Signore per questi bambini ci chiama a guardare in alto come i Magi per vedere la stella-Gesù che ci guida nella vita e a bere il vino nuovo delle nozze di Cana che è Cristo stesso che viene a dare forza, energia ed allegria alla nostra vita. Vedo sempre volentieri i vostri figli accompagnati da voi in chiesa alla domenica. Fanno tenerezza ma soprattutto con la loro presenza ci richiamano che il Regno di Dio è per quanti sono come loro. Essi si fidano completamente di noi adulti. Così anche noi dovremmo fidarci di Dio. Cordialmente. Don Luciano.

PREGHIERA DI BENEDIZIONE

Genitore

Signore Gesù, che hai accolto e benedetto i bambini,
esaudisci la nostra preghiera.
Tutti: Ascoltaci, Signore.
– Salvaci da ogni pericolo e guidaci nella via della vita.  Ascoltaci, Signore
– Donaci di crescere in sapienza,  età e grazia.                   Ascoltaci, Signore
– Aiuta tutti i bambini del mondo.                                       Ascoltaci, Signore

– Benedici i genitori, gli amici e tutti i nostri benefattori. Ascoltaci, Signore
– Fa’ che sappiamo ringraziarti per ogni tuo dono.             Ascoltaci, Signore
Padre nostro…